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Regolamento (UE) 2026/382
Il dazio da 3 € sui pacchi, spiegato bene
Dal 1° luglio 2026 i pacchi extra-UE sotto i 150 € non sono più esenti dal dazio. Non si pagano 3 € a pacco, ma 3 € per ogni tipo di prodotto: la differenza conta.
Cos’è e perché è arrivato
Fino al 30 giugno 2026 le spedizioni di valore fino a 150 € erano esenti dal dazio. Il Regolamento (UE) 2026/382 ha cancellato questa franchigia e l’ha sostituita con un dazio forfettario temporaneo di 3 € per articolo.
L’obiettivo dichiarato è riequilibrare la concorrenza con i venditori europei, che il dazio lo pagano sulle loro importazioni, e ridurre le frodi sul valore dichiarato. La misura resterà in vigore fino al 1° luglio 2028 compreso: dal giorno dopo, con l’hub doganale europeo, anche i pacchi di basso valore pagheranno i dazi ordinari.
Cosa conta come “articolo”
Per la dogana un articolo è l’insieme delle merci del pacco con la stessa classificazione doganale, la stessa descrizione e, se indicata, la stessa origine. In pratica si paga 3 € per ogni riga della dichiarazione:
- 5 magliette uguali → 1 articolo → 3 €;
- 3 magliette e 1 orologio → 2 articoli → 6 €;
- una cover, un cavo e un caricabatterie → 3 articoli → 9 €.
Prodotti simili ma di materiale diverso possono avere codici doganali diversi: un giubbotto sintetico e uno di lana, per esempio. Per questo nel calcolatore puoi aggiungere una riga per ogni tipo di prodotto.
Nella dichiarazione semplificata dei pacchi di basso valore (H7) la classificazione si ferma alle prime 6 cifre del codice doganale: prodotti diversi con la stessa voce a 6 cifre, per esempio un peluche e un puzzle, contano come un solo articolo. Il calcolatore segue questa regola; se il dichiarante usa il codice completo, i 3 € si pagano per ciascun prodotto.
Quando si applica
Il dazio da 3 € riguarda le vendite a distanza: acquisti online o per corrispondenza spediti dal venditore, o da qualcuno per suo conto, da un paese extra-UE a un consumatore in Italia, con un valore della merce fino a 150 € (spedizione esclusa, se indicata a parte).
Si applica qualunque sia il modo in cui viene riscossa l’IVA: con l’IOSS, con il regime speciale dei corrieri o all’importazione. Non si applica:
- ai regali tra privati, che hanno le loro regole;
- agli acquisti in cui il trasporto lo organizzi tu, per esempio con uno spedizioniere o un indirizzo di inoltro: lì si paga il dazio ordinario;
- agli acquisti da un privato, per esempio nell’usato, se il sito non ha incassato l’IVA: non sono vendite a distanza e si paga il dazio ordinario;
- alle importazioni delle aziende con partita IVA, che pagano il dazio ordinario;
- ai prodotti con origine preferenziale dichiarata, se il venditore non usa l’IOSS e il dazio preferenziale costa meno dei 3 €.
Chi lo paga, in pratica
Il debitore è chi presenta la dichiarazione doganale. Se il venditore usa l’IOSS, come Temu, Shein e AliExpress, lo versa lui e alla consegna non paghi nulla: al massimo lo ritrovi nel prezzo. Senza IOSS lo anticipa il corriere, che te lo chiede alla consegna insieme all’IVA e alla sua commissione.
Resi e rimborsi
Per queste spedizioni non è più possibile annullare la dichiarazione doganale quando la merce viene restituita. Il dazio già pagato non torna indietro automaticamente: restano solo le procedure generali di rimborso del Codice doganale dell’Unione.
Cosa arriva dopo
Da novembre 2026 è attesa la tassa di gestione europea sulle vendite a distanza: la Commissione l’ha fissata a 2 € per articolo il 21 settembre 2026 e si applicherà 10 giorni dopo la pubblicazione dell’atto nella Gazzetta ufficiale dell’UE. La versa chi importa, cioè il venditore o il corriere, che può ribaltarla sul prezzo. Dal 1° dicembre 2026 in Italia è previsto il contributo nazionale di 2 € per spedizione, che potrebbe però saltare con l’arrivo della tassa europea.
Domande frequenti
Il dazio da 3 €: domande e risposte
Il dazio da 3 euro si paga per pacco o per articolo?
Per articolo, inteso come tipo di prodotto con la stessa classificazione doganale, non per singolo pezzo. Cinque magliette uguali pagano 3 €; tre magliette e un orologio pagano 6 €. In pratica si paga 3 € per ogni riga della dichiarazione doganale.
Da quando si paga il dazio da 3 euro?
Dal 1° luglio 2026. È una misura temporanea prevista dal Regolamento (UE) 2026/382 e resterà in vigore fino al 1° luglio 2028 compreso: dal giorno dopo, con l’hub doganale europeo, si applicheranno i dazi ordinari anche ai pacchi di basso valore.
Chi paga il dazio da 3 euro?
Lo paga chi presenta la dichiarazione doganale: il venditore o la piattaforma registrata all’IOSS, oppure il corriere che agisce come rappresentante. Chi usa l’IOSS lo versa direttamente e può ricaricarlo sul prezzo; senza IOSS il corriere lo anticipa e lo chiede a te alla consegna.
Il dazio da 3 euro vale anche per i regali?
No. Si applica solo alle vendite a distanza, cioè agli acquisti spediti dal venditore. I regali tra privati restano esenti fino a 45 € e oltre pagano il dazio forfettario del 2,5%, se il prodotto ha un dazio.
Se restituisco il pacco mi ridanno i 3 euro?
Non automaticamente. Per queste spedizioni non si può più annullare la dichiarazione doganale in caso di reso: restano solo le procedure generali di rimborso previste dal Codice doganale.
Fonti
Norme di riferimento
- Commissione europea: guida al dazio temporaneo di 3 € (2 giugno 2026)
Regolamento (UE) 2026/382: ambito, definizione di articolo, vendite a distanza.
- Agenzia delle Dogane: spedizioni di modico valore dal 1° luglio 2026
Istruzioni operative italiane sul dazio forfettario.
- Agenzia delle Dogane: circolare 37/2025 sul contributo di 2 €
Legge 199/2025, commi 126-128: ambito e soggetti obbligati. Chiarimenti nella circolare 4/2026.
- TARIC, la tariffa doganale integrata dell’UE
Aliquote dei dazi per codice doganale, accordi preferenziali e misure antidumping.